SIRACUSA

     

    Siracusa è un comune italiano di circa 120 mila abitanti, è capoluogo di provincia ed il suo territorio   si sviluppa lungo la costa sud-orientale della Sicilia. E' una città dalle origini molto antiche, infatti fu fondata intorno al 733 a.C. da una spedizione di coloni greci provenienti da Corinto che occuparono l'isola di Ortigia costituendo il nucleo abitativo storico della città. In età classica, Siracusa ebbe un ruolo egemone in Sicilia, contrastò l'espansione cartaginese in Sicilia, e contese agli Etruschi il dominio commerciale sul basso Tirreno.

    La città oggi si sviluppa in parte sull'isola di Ortigia e in parte sulla terraferma. E' quindi circondata dal Mar Ionio e si inviduano tre aree portuali: il porto Grande e il porto Marmoreo, detto anche Piccolo (Lakkios), che si trovano nei due versanti opposti dell'isola di Ortigia e comunicanti tra loro tramite un canale sormontato da diversi ponti. La terza area portuale si sviluppa invece a Nord della città, oltre capo Santa Panagia, nella rada omonima, ed è costituito dal porto Rifugio e dal pontile di attracco per le attività petrolchimiche. Questo complesso portuale fa di Siracusa un importante scalo marittimo sia commerciale che industriale, non di meno, potendo ospitare nelle sue due aree portuali comunicanti circa 1000 imbarcazioni di diversa taglia, Siracusa costituisce uno dei più ampi porti nel Mediteraneo per la nautica da diporto. A Sud-Ovest  la città è lambita da due fiumi: l'Anapo e il Ciane. L'Anapo nasce sul Monte Lauro, la cima più alta dei Monti Iblei, il suo nome in greco antico significa invisibile e deriva dal fatto che nel suo percorso in molti punti si ingrotta nel sottosuolo. Attraversa le gole di Pantalica e scende per la pianura siracusana sfociando poi nelle acque del Porto Grande di Siracusa insieme al Ciane, un breve fiume il cui nome in greco antico significa turchese e deriva dal colore delle sue acque. Questo piccolo fiume è conosciuto in tutto il mondo per la pianta di papiro che qui cresce spontaneamente lungo le sue sponde. E' l’unico posto  oltre che lungo il Nilo in Egitto dove cresce spontaneamente. La lavorazione della carta papiro siracusana è oggi valorizzata a scopo culturale. A Siracusa vi è infatti un Istituto Internazionale del Papiro e anche un Museo del papiro che mantengono la memoria dell'antica lavorazione del papiro. Sull'Anapo e il Ciane vi è una leggenda collegata al mito di Persefone e del suo rapimento ad opera di Ade: Persefone, figlia di Zeus e di Demetra, dea della vegetazione e dell'agricoltura, era intenta a cogliere fiori insieme ad alcune ninfe presso le rive del lago Pergusa (vicino ad Enna). Ade, dio degli Inferi, invaghitosi della fanciulla, la rapisce. La ninfa Ciane cercò di impedirlo aggrappandosi al cocchio di Ade nel tentativo disperato di trattenerlo. Il Dio incollerito, la percosse col suo scettro trasformandola in una doppia sorgente dalle acque color turchino. Il giovane Anapo, innamorato della ninfa Ciane, si fece mutare anch'egli nel fiume omonimo per poterle restare a fianco e ancor oggi, al termine del suo percorso, il fiume Anapo si unisce alle acque del Ciane, e si versano insieme nel Porto Grande. Più a Sud del Porto Grande, oltre l'area marina protetta del Plemmirio, vi sono altri approdi di minore entità e sono il porticciolo di Ognina, sito nell'omonima baia, e il porticciolo di Fontane Bianche, frazione di Siracusa, non lontano dalla foce del fiume Cassibile. Ortigia (che in greco antico significa “quaglia”), nel 2002,  è stato dichiarato dall’ Unesco, patrimonio dell'umanità,  per il suo patrimonio storico e la sua bellezza naturale. Citiamo la romantica Fonte Aretusa, piccolo specchio d'acqua dolce nell'isola di Ortigia alimentato da una sorgente che sgorga a qualche metro dal mare. La fonte Aretusa e il fiume Ciane sono legate al mito della ninfa Aretusa: La ninfa viveva in Grecia al seguito di Artemide. Di lei si innamorò perdutamente il giovane Alfeo, ma Aretusa non ricambiava il suo sentimento, anzi fuggì da lui e per non farsi raggiungere chiese aiuto ad Artemide. La Dea la avvolse in una spessa nube sciogliendo la giovane in una fonte lontano dalla Grecia al di là del mare Ionio, sul lido di Ortigia per l’appunto. Alfeo allora chiese aiuto agli Dei, che lo trasformarono in un fiume che nascendo dalla Grecia e percorrendo sotto terra tutto il Mar Ionio si unì all’amata fonte. Nello specchio d’acqua della Fonte Aretusa è presente un  papireto selvatico inoltre è pieno di pesci e numerose anatre vi vivono, per via delle quali la tradizione locale la chiama anche “a funtana de pàpiri”. Tutto questo fa dell’attuale Fonte Aretusa un luogo piacevole da visitare e una meta turistica. Ricordandosi poi del mito e appoggiandosi alla ringhiera in ferro che sovrasta la fonte, il visitatore avrà la sensazione di vedere le scene del mito perché il luogo è così pieno di magia che ne rimarrà coinvolto.  E’ famoso a Siracusa il passeggiare, specie al tramonto, lungo la Fonte Aretusa e vedere il sole scendere all’orizzonte dietro i Monti Iblei. Numerose sono le architetture religiose di Ortigia, prima fra tutte il Duomo di Siracusa, dedicato alla Natività di Maria Santissima. Esso incorpora quello che fu il principale tempio sacro in stile dorico della polis siracusana, dedicato ad Atena (Minerva) e convertito in chiesa con l'avvento del Cristianesimo. E’ entrata a far parte dei beni protetti dall'UNESCO in quanto patrimonio dell'umanità. Il suo stile è all'esterno principalmente barocco e rococò, mentre al suo interno alterna parti risalenti al tempio greco e parti risalenti all'epoca medievale, costruite dai Normanni verso il seicento e così lasciate fino ai giorni attuali. Si è parzialmente conservato quello che rappresenta il tempio greco più antico della Sicilia, il Tempio di Apollo. Del tempio di Zeus, il secondo più antico della città, restano invece solo due colonne. In epoca medievale ci fu un grosso calo demografico e la parte abitata di Siracusa si ridusse alla sola Ortigia. Per questo motivo si trovano concentrate tutte sull’isola i palazzi e le architetture di pregio in stile barocco, liberty, rococò della città. Sull’isola è presente anche un castello, il castello Maniace, di epoca svevo-normanna. Si sa anche di un altro castello di epoca araba, il castello Marieth, ma è andato distrutto e nulla di arabo rimane a Siracusa a testimonianza di duecento anni di dominazione araba. Ortigia in epoca spagnola divenne una tra le fortezza più inespugnabili d'Europa. Venne dotata di alte mura che la circondavano ed una numerosa serie di ponti levatoi, forti, bastioni e porte. Gran parte di queste fortificazione dopo l'Unità d'Italia vennero distrutte, oggi ne rimangono visibili in alcuni casi le fondamenta. Tra gli altri monumenti citiamo anche, sita in piazza Archimede, la bella  fontana di Diana, fontana monumentale del 1907, opera di Giulio Moschetti. A Nord di Ortigia, sulla terraferma, si trova il quartiere Acradina ("Terra dei peri selvatici"), nell'antichità separato dal quartiere Tiche dalle mure di Gelone. In Acradina si trova la più grande delle latomie di siracusa, la latomia dei cappuccini. Le latomie ("pietra-tagliata") erano cave di pietra e marmo, utilizzate nell'antichità  per arricchire la città di monumenti e abitazioni. Quando nel 413 a.C gli Ateniesi tentarono invano di conquistare Siracusa ma furono clamorosamente sconfitti, i soldati Ateniesi catturati furono rinchiusi e lasciati morire all'interno delle latomie come narra lo storico greco Tucidide. In età romana, Cicerone, durante una sua permanenza in Sicilia, delle latomie invece scriveva: "... Opera grandiosa, magnifica, dei re e dei tiranni, scavata interamente nella roccia ad opera di molti operai, fino ad una straordinaria profondità. Non esiste nè si può immaginare nulla di così chiuso da ogni parte e sicuro contro ogni tentativo di evasione ...". Unaltra latomia, la latomia del Paradiso, con la famosa grotta "Orecchio di Dionisio", si trova nel quartiere Neapolis. L'Orecchio di Dionisio è una grotta artificiale, scavata nella roccia calcarea, alta 23m, larga 5-11m e profonda 65m, con un andamento ad S. Questo luogo ha la caratteristica di amplificare in modo curioso i suoni emessi al suo interno: fino a 16 volte! Secondo la tradizione il tiranno Dionisio (IV-V sec. a.C) vi rinchiudeva  i prigionieri e appostandosi in una cavità posta in alto, ascoltava di nascosto i loro discorsi. Fu Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, di passaggio a Siracusa nel 1608, guardando la forma della grotta ad orecchio d'asino a coniare il nime "Orecchio di Dionisio. Neapolis era definito il quartiere nuovo dell'antica polis greca ed è la zona dove sono concentrati  importanti monumenti della città come il teatro greco, l'anfiteatro romano e l'ara di Ierone. Il teatro greco fu costruito nel V sec.a.C., poi trasformato in epoche successive. Scavato nella roccia, assunse la forma che oggi vediamo nel III sec. a.C.  La sua costruzione era stata progettata tenendo conto sia della forma naturale del colle Temenite, che  della possibilità di sfruttare al massimo l'acustica. La cavea aveva un diametro di circa 139m ed in origine era costituita 67 ordini di gradini scavati per lo più nella roccia viva e divisi in 9 settori cuneiformi da scalinate.Tra i tragediografi antichi che vi rappresentarono le loro opere vi fu Eschilo (Le Etnee e forse I Persiani). Ancora oggi il teatro greco è usato per rappresentazioni di teatro classico secondo i dettami della tradizione. Assistere ad una di queste rappresentazioni è come essere catapultati in dietro nel tempo ad un epoca di dei ed eroi lontana più di 2400 anni fa. Fuori Siracusa, in direzione Ovest, Dionisio I  nel IV sec. a.C fece costruire il Castello Eurialo, imponente opera militare, unico esempio di fortezza greca conservatasi in buono stato sino ad oggi.

    Noto personaggio storico siracusano è Archimede con le sue leggendarie invenzioni. A parte la scoperta del principio della leva e del galleggiamento dei corpi, Archimede è famoso per la costruzione di macchinari che resero la città invincibile. Tra questi, durante l'assedio di Siracusa operato dai Romani, Archimede secondo la leggenda avrebbe usato anche degli specchi ustori, cioè in grado di convogliare i raggi solari per bruciare le navi romane nel porto.

    Le feste popolari più importanti sono quelle religiose. La più famosa a livello nazionale è quella del 13 dicembre che si svolge in onore della patrona della città: Santa Lucia. In particolare, si svolge una processione che parte dal duomo e arriva alla chiesa di Santa Lucia fuori le mura alla quale i fedeli più devoti partecipano a piedi scalzi. La processione è chiusa da un corteo di paggi in abiti settecenteschi.

    Anche Siracusa fa onore alla tradizione della cucina siciliana e annovera molteplici piatti tipici per ogni stagione e ricorrenza religiosa.

    Il clima di Siracusa è caldo e temperato. Inverno molto piovoso rispetto all'estate. Temperature medie mensili che variano dai 10° in Inverno ai 30° in estate.